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L'origine della reflessologia, come tutte le discipline orientali, si perde nella notte
dei tempi. Ci sono testimonianze che gli Egizi e gli Indiani la utilizzassero.
Ancora prima di loro 5.000 anni fa i Cinesi la praticavano nell'uso quotidiano
per mantenere in equilibrio la propria forza energetica.
In
Oriente la reflessologia è pratica comune. In epoca più recente l'uomo
occidentale ha voluto approfondire, dal punto di vista scientifico, come
si potesse, partendo dal piede, ridare equilibrio al corpo. Un medico americano,
Fitzgerald, all'inizio del secolo, scoprì il preciso collegamento tra le varie
parti del corpo (organi interni, sistema nervoso e suoi apparati). Attraverso
la stimolazione del piede, i nervi portano il messaggio al cervello che a sua
volta lo riferisce all'organo correlato a quel riflesso. Fitzgerald è riuscito,
così, a tracciare una mappa di queste zone in modo sistematico che poi,
attraverso scuole di formazione, prima in America e poi in Europa, hanno permesso
alla reflessologia plantare di prendere "piede". Tra tutte le discipline naturali
è una tra le più dolci e rilassanti nell'approccio con il corpo. In questo caso
i piedi vengono stimolati mediante un massaggio a "bruco" eseguito con il
pollice del reflessologo su tutta la pianta e sul dorso del piede.
Una prima seduta è utile, attraverso la dolenzia delle zone, per stilare l'iter
da seguire nei successivi trattamenti
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